Università di Losanna - Laboratorio di Storia delle Alpi, Università
12.09.2008
I lavori delle donne nelle montagne europee.
Convegno internazionale, Mendrisio, 12-13 settembre 2008
Le montagne europee appaiono fin dall’epoca moderna delle aree di marginalità. Difficilmente accessibili (anche se attraversate da importanti vie di comunicazione), lontane dai centri del potere e dai gangli della vita politica e culturale europea, esse sono
state a lungo percepite come degli spazi periferici, costantemente in ritardo rispetto alle tendenze più innovative della realtà economica, sociale e culturale delle grandi capitali
del continente. Tale visione si ripercuote anche sull’immagine delle donne; benché sia loro assegnata una funzione centrale nella vita familiare e nella gestione dell’economia domestica, il loro ruolo è sovente percepito e presentato come accessorio: quale manodopera gratuita per l’azienda agricola familiare, o come domestiche da inviare in città in attesa del rientro in valle per il matrimonio, o ancora come sostegno al lavoro principale, svolto dal marito.
Le ricerche degli ultimi anni hanno tuttavia mostrato una realtà più variegata. Sovente, le donne hanno partecipato quali attrici di primo piano alla vita economica e sociale,
gestendo spazi di attività propri o condivisi con gli uomini o assumendo ruoli di innovazione nella vita pubblica e imprenditoriale.
Le donne sono dunque un elemento vitale della continuità e del sostentamento delle comunità di montagna. A tutt’oggi, però, buona parte degli studi sulle donne e le
relazioni di genere indagano il contesto urbano e industriale, mentre ancora relativamente rari sono i contributi sulle regioni montane. Il convegno vuole pertanto interrogarsi sulla validità delle categorie interpretative sviluppate dalla storia delle donne e di genere allorquando sono applicate ai contesti montani. In particolare, appare opportuno verificare quali convergenze e quali differenze si ritrovano nell’analisi dei
modi in cui si è articolato il lavoro delle donne, nel tempo e nello spazio.
Tra le molteplici definizioni di lavoro, in questa sede si vuole privilegiare l’attività economica, politica e intellettuale declinata in tre aspetti principali: il ruolo lavorativo e
professionale avuto dalle donne, il riconoscimento sociale del loro lavoro, la rappresentazione e l’autorappresentazione del lavoro delle donne nel corso del tempo.
Anzitutto, si vorrebbero studiare le molteplici forme lavorative assunte dalle donne nelle aree montane e la loro evoluzione con l’arrivo dell’industrializzazione e del turismo (si
pensi ad esempio a professioni come la guida alpina o l’istruttore di sci). Come può essere utilizzata la complessa articolazione storiografica tra pubblico e privato in quest’ambito e quali, se vi sono, le specificità in un territorio che vede sovente demandata alle donne una serie nutrita di rapporti sociali? Molte di queste zone sono, infatti, caratterizzate da una forte pratica migratoria, per buona parte maschile. Alle donne è pertanto affidata la gestione della famiglia, della proprietà, dei beni e della vita comunitaria in genere. In quale misura questi specifici rapporti sociali e familiari hanno un’influenza sull’autonomia lavorativa delle donne e sulla costruzione delle gerarchie
tra identità sessuate?
Il convegno intende inoltre porre l’accento sugli aspetti culturali sottesi a queste mansioni. Quali forme di educazione e di formazione al lavoro si riscontrano e che tipo di riconoscimento sociale viene dato al lavoro delle donne? Si pensi ad esempio all’impatto della legislazione e in generale del discorso attorno alla legittimità o illegittimità del lavoro delle donne al di fuori del nucleo familiare; ma anche alla valorizzazione finanziaria delle professioni svolte. E a prolungamento di ciò: esistono forme di solidarismo lavorativo al femminile che si sviluppano in queste zone? Qual’è la loro importanza nel riconoscimento sociale? In quale misura, infine, il riconoscimento sociale è compatibile con l’inserimento della donna nella vita pubblica?
E, del resto, come definire la vita pubblica? In tale senso, sarebbe auspicabile l’analisi dell’articolazione tra diversi sistemi politici, identità montana e identità femminile.
Un terzo e ultimo aspetto che il convegno si propone di affrontare riguarda la rappresentazione del lavoro delle donne e come viene raccontato dalle donne stesse.
Quale tipo di mansioni lavorative è privilegiato dalla letteratura, dalla scrittura autobiografica, dalla testimonianza orale, dall’iconografia? Queste fonti ci mostrano una
costruzione identitaria delle donne che passa anche attraverso il ruolo lavorativo? E in quale misura tra le donne di montagna si può cogliere una convergenza tra il lavoro in quanto elemento identitario e in quanto fattore di emancipazione?
Tutte le proposte che perverranno saranno sottoposte al comitato scientifico che valuterà il loro interesse. Sarà inoltre considerato nell\'elaborazione del programma l\'equilibrio sia tra i periodi e le regioni studiate sia tra i diversi tipi di
approccio proposti.
Lingue del convegno: italiano e francese